Il fatto avvenne nel 250 d.C a Catania. S. Agata, era figlia di un nobile possidente, bella e di buoni costumi. Appena sbocciò la sua giovinezza si promise a Gesù. Quinziano,console romano a Catania, chiese in sposa Agata della quale era stata colpito per la bellezza e la ricchezza. Agata, però, rifiutò e Quinziano, allora, la fece arrestare e l’affidò in custodia ad una donna perversa, di nome Afrodisia. Questa donna cercò, per ordine di Quinziano, di pervertire Agata con minacce ma non vi riuscì.

Il console, allora, la denunciò al Tribunale come cristiana. In quel periodo i Cristiani subivano le persecuzioni. Il giudice tentò di ravvederla, ma, avendo constatato che non riusciva nel suo intento, decise di infliggerle un supplizio e la flagellazione. Agata resistette alle frustate e fu colpita da punte di ferro che le causarono delle piaghe nel corpo. Mentre era sottoposta al passaggio sulla brace, ella pregava e sembrava che i suoi bellissimi occhi chiedevano pietà per i suoi carnefici. Il giudice, ancor più infuriato, ordinò che le fossero tagliati i seni ma, ancora una volta, Agata non cedette e fu riportata in cella. Durante la notte successiva, mentre Agata soffriva le apparve un vecchio, che era l’apostolo Pietro, che le disse che l’avrebbe guarita.

Così Agata, per miracolo,  fu risanata di tutte le piaghe e mutilazioni. Quando, il giorno dopo, Agata fu riportata davanti al giudice, riaffermò che la sua fede era ancor più aumentata ed era più forte della pietra sulla quale poggiava il suo piede. Nel momento in cui disse quest’ultima frase la pietra si affossò sotto i suoi piedi e conservò le sue impronte. Subito dopo il giudice ordinò di far rotolare il corpo nudo di Agata sopra un letto di brace. Mentre la donna soffriva pene atroci ed era tutta ustionata, ma non emetteva alcun grido vi fu una forte scossa di terremoto che fece crollare una parte dell’edificio e furono seppelliti due carnefici, l’Etna iniziò ad eruttare lava e Agata moriva invocando Dio.

Con questo atto tutti i catanesi si convertirono al Cristianesimo. Un brutto destino attendeva il console Quinziano: mentre confiscava i beni di Agata annegò nel fiume Simeto inghiottito da improvvisi gorghi  sulla sua barca.

Si racconta che sino ad oggi il 5 Febbraio, anniversario della morte della Santa,  festa di S.Agata a Catania, si creino gorghi nel fiume Simeto e si sente un urlo disperato di Quinziano  e il nitrito del suo cavallo.