L’avvento e la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa hanno fatto precipitare la crisi nella quale già versava uno degli spettacoli siciliani  più tipici: il teatro dei pupi, del quale sono controversi sia la data che il luogo di nascita. Il fatto che nell’Ottocento esistano pupi in altre città meridionali, oltre che in Sicilia, potrebbe convalidare la tesi di quanti attribuiscono agli spagnoli la paternità di questo teatro.

Certo è che tale spettacolo prese piede in Sicilia tra il Settecento e l’Ottocento e rappresentò per il popolo uno dei rari momenti di evasione e di divertimento i cui potesse godere. La marionetta, armata di lucenti spade, nasce dall’esperienza dei cantastorie unite al pregiato lavoro artigianale.

I pupi vengono manovrati dai “pupari”e rievocano le vicende degli antichi poemi cavallereschi. Pur ispirandosi a vicende epiche in realtà l’intento è quello di rappresentare aneddoti quotidiani o fatti che ricordano il modo di vivere e di pensare siciliano: proprio per questo  motivo il teatro dei pupi è riuscito a sopravvivere per tantissimi anni.

Oggi molti artisti hanno chiuso i teatri e venduto i pupi, per cui è difficile assistere a tali spettacoli. A Palermo nel museo internazionale delle marionette, sono raccolti i pupi appartenenti a varie scuole italiane (palermitana, catanese, napoletana), e curiosi pupazzi provenienti da tutto il mondo.